giovedì 10 febbraio 2011

Rètina



"Il tempo di 75 femtosecondi, necessario perché la rétina, diventando attiva per lo stimolo del fotone, acquisisca la capacità di vedere. E guardai con interesse la notizia, perché confermava l’idea che il respiro non era l’inizio della vita, come si era sempre creduto. Era la luce, scrissi quaranta anni fa che, stimolando la rétina, attivava la sostanza cerebrale. E fu una ragione semplice: era necessario che, prima del respiro, fossero attivati i muscoli della respirazione e, pertanto, era necessaria l’attività della sostanza cerebrale.

Per venti secondi. Poi l’attività della sostanza cerebrale muove i muscoli striati e lisci, ed il neonato respira ed emette quel suono cui è stato dato il nome di vagito anche se, poi, diventerà quella caratteristica soltanto umana di riso o di pianto. Ed il primo linguaggio manifesto, il ridere, non si separa mai dal gemello pianto e come Castore e Polluce, l’uno è invisibile quando l’altro è presente, ma non sparisce anche se sta nell’oscuro buio della memoria-fantasia del pensiero senza coscienza. Allora penso e, forse, so che venti secondi è il tempo necessario perché l’umano della vita, la fantasia di sparizione che è capacità di immaginare, provochi la reazione che è creazione dell’immagine. Sta nel sonno che il silenzio del corpo ricrea".
                                                                                                                          Massimo Fagioli

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