domenica 16 maggio 2010

Storia migrante n.3 - Francesco

Ho avuto il piacere di lavorare con Francesco, sul set di un film, qualche tempo fa.
Mi ha colpito la sua storia, bolognese emigrato a Città del Messico, con moglie e figlio e avevo desiderio di scrivere qualcosa su di lui.
Oggi leggo la sua email e decido di non cambiare una virgola di quello che mi ha scritto.Non è solo un racconto di fatti ma un flusso di pensieri ed emozioni personali e proprio per questo penso di non poter aggiungere nulla.

Quindi condivido con tutti voi che mi/ci vorrete leggere,la storia di Francesco.
E' veramente la storia di tutti.Anche se non deciderete di fare la valigia...



"Perche un giorno una persona decide di andare a vivere in un'altro paese?


Io lo avevo sempre sognato : avevo sognato di partire, di cambiare, di cercare qualcosa di nuovo.
Sono finito a vivere in Messico senza deciderlo, senza desiderarlo, senza conoscerlo.


Non cercavo qualcosa di esotico, e non credo di averlo trovato.
Il messico che ho conosciuto, vivo a Citta del Messico, che qui chiamano il Distrito Federal, è una città grande, molto grande (per me nato a Bologna e vissuto 13 anni a Roma), grandissima.
E' una citta' sporca, povera, pericolosa, complicata, irrazionale, sorprendente, viva e piena di sorprese.


Il Messico e' un un paese del Terzo Mondo e un europeo qui è uno che per i messicani viene da un mondo migliore , e' naturale quindi -dicono i messicani- "se le nostrte condizioni ti sorprendono".


Si è vero!


Mi sorprende la poverta, l'ingiustizia, il classismo, il senso sociale a fattore zero, ma in realtà mi sorprende di piu' l'Italia di oggi.
Un'Italia dove la cultura, la coscienza sociale e civile, dovrebbero rendere il nostro paese un luogo dove si può vivere bene.
Ma sappiamo tutti che non è cosi.


Quello che più mi ha sorpreso del Messico è che qui, in un paese del terzo mondo, ho trovato un equilibrio che ho cercato tutta una vita.Si perchè in Italia lavorare, e avere un lavoro, è quasi un lusso, qualcosa che non tutti hanno, qualcosa che se ti cade sulla testa sei fortunato.
Qui il lavoro è una necessità prima di tutto, e le persone spesso hanno due lavori.
Qui una persona può anche decidere di cambiare lavoro.


Almeno ci può provare.


Si può provare ad aprire un'attività: non ci sono tutti quegli ostacoli burocratici che congelano qualsiasi tipo di iniziativa nel paese Italia.


Per non parlare dei giovani.....qui il disprezzo tutto Italiano e anche Europeo per i giovani non esiste.
La morsa che stringe milioni di giovani italiani, ridotti a esseri "inutili", nel mondo del lavoro, perchè privi di esperienza , qui non esiste.


I giovani sono la speranza.


Lo sono sul serio, non come frase fatta , come in Italia.
I giovani sono quelli che, proprio grazie alla grande spinta data dalla loro stessa età, portano nuove idee e possono provare a realizzarle.
Sono quelli che se decidono di creare una società, la fanno , e se sono bravi probabilmente si creano un futuro.
Non sono schiacciati e messi nell'angolo della stanza a scaldare una sedia, possono provarci.


Io ho 40 anni e sono qui da tre, forse sono arrivato tardi in un paese che probabilmente mi avrebbe offerto ancora di più di quello che mi sta dando, se fossi arrivato prima.
Ma non importa. Il Messico per altre ragioni non mi piace: non sopporto l'ingiustizia, la povertà e la mancanza di senso civico.
Quindi credo che non ci rimarrò a lungo.


In me rimane comunque la voglia di partire, di cambiare, di cercare qualcosa di nuovo e in questi 40 anni ho capito che in realtà quello che cerco non è un nuovo paese dove vivere, ma...
   
"Penso di soffrire di qualcosa di molto diffuso: tendo verso un altrove che l'umano non conosce. Quello che chiamano ideali o sogni. E che quando diventa realtà diventa comune".
"Banalmente, delude, lasciando un sapore di nostalgia e una fame ancora da saziare.La verità appartiene alla terra di questo altrove. Lì dove non si può essere".
"Una condizione dell'anima, che lo spostamento fisico, da un Paese all'altro, da una cultura all'altra, non può che accentuare".





Rimane una domanda:


Visto che, come sappiamo, in Italia i giovani sono completamente schiacciati e repressi : privati lentamente di qualsiasi possibilità di realizzarsi,cosa succederà quando (come i governi di questi anni stanno facendo) anche il benchè minimo senso civico, la giustizia, la cultura, l'uguaglianza verrano spazzati via ?


Che cosa rimarra, in Italia, a fare sì che sia sempre un paese del primo mondo?" 



Grazie Francesco... 


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I’ve had the pleasure to work with Francesco, on the set of a movie, a couple of years ago.His story always interested me, italian from Bologna emigrated in Mexico City with his son and wife and I wanted to write something about him.I read his email today and decide not to change a word.Is not only a tale of facts but its a flow of personal thoughts and emotions and I couldn’t add a word to that.

So I share his words with all of you who have the will to read his story.It’s everybody’s story even if you will not start packing a bag..

“Why someone decides to go and live in another country?

I had always dreamt to do it: leaving, changing, looking for something new.
I ended up living in Mexico without deciding it, without wanting or knowing it.

I wasn’t looking for someting exotic and I think I found nothing like that.

The Mexico I have known (I live in Mexico City,which here is called Distrito Federal) is a big city, very big for me, born in Bologna and after 13 years in Rome.Its a dirty city, poor, dangerous,complex,irrational,surprising and alive.

Mexico is a third world country and an european here is someone coming from a better place, in the mexicans’ eyes.Is obvious, they say,if our conditions surprise you.

And it’s true!

The poverty surprises me, injustice, clasism, but what surprises me the mosti s the odiern Italy.
An Italy where culture, social and civil state should make our country a better place to live in.
But we all know is not like that.

What really excited me about Mexico is that here, in a third world country, I’ve found the balance I was looking for.In Italy working is luxury, someone not everyone can have,that you have if you’re lucky.
Here, job is a needing, first of all.And people have ususally 2 jobs.Here you can decide to change job.At least you can try.
You can try to start your own company withut the laws that freeze any kind of initiative in Italy.

And young people…here there’s no disappreciation for them.Not at all.Here they are not the useless, unexperienced people, that they are in Italy.

Youngs are hope.

And it’s true.They are those who can bring new energy and ideas, thanks to their young age.And they can try to put them into reality.They are not put in a corner, heating up a chair, doing nothing.If they are good, they can really build their own future.

I am 40 and been living here for the last 3 years.Probably I have arrived late and this country could have offered me much more.
But it doesen’t matter. I dont like Mexico for many other reasons: I can’t stand injustice and poverty and that’s why I think I will not be living here longer.

I still have the will to leave,to look for something else, but what I realized in 40 years is that what Im looking for is not another country but:



“I think Im suffering from something a lot of people suffer from: I look for a somewhere else human being don’t know.What it’s called ideas or dreams.And when it becomes reality it gets common”.

“It disappoints, leaving a taste of nostalgy and an anger still to be fullfilled.Truth belongs to this land, there where we cannot be”.

“A condition of the sould, wich physicial movement, from a country to another, from a culture to another, can only enhance”.

Only one question remains: what will happen in Italy when culture, civic sense,justice and culture will be definitely blown away, as the government is already doing?



Thank you Francesco!

1 commenti:

Robta ha detto...

Davvero toccante e reale.
Il mio pronostico è che fra 50 anni in Italia rimarranno solo i vecchi e il nostro paese cadrà a capofitto.
Grazie Dana x queste storie, leggerti mi fa sentire bene.

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